L’attuale contesto globale nel quale Governi, imprese ed individui si trovano ad operare, è caratterizzato da crisi crescenti e convergenti, generate dagli impatti del cambiamento climatico, dell’instabilità economica e geopolitica, dalle disuguaglianze sociali, le pandemie e la disinformazione. Per affrontare le sfide globali più urgenti, è necessaria - ora più che mai - un’azione congiunta di tutti gli stakeholder e, in particolare, delle organizzazioni del settore privato. Queste, percepite come attori sempre più accountable e competenti, sono chiamate a giocare un ruolo essenziale, promuovendo - da un lato - un modo di fare business più responsabile, inclusivo, prospero e sostenibile, che rafforzi il clima di fiducia con le istituzioni pubbliche e la società civile, e - dall’altro - rispondendo a obblighi di rendicontazione stringenti e trasparenti in merito alle proprie iniziative di sostenibilità.

Lo scorso 14 maggio, si è tenuto il kick-off meeting della terza edizione italiana del Climate Ambition Accelerator, il percorso di formazione di 6 mesi sviluppato dal Global Compact delle Nazioni Unite ed implementato al livello nazionale dal Network italiano con il supporto di Carbonsink. L’obiettivo del programma, che nelle quattro edizioni globali finora attivate ha visto la partecipazione di oltre 2.500 aziende aderenti, è di fornire loro le conoscenze e competenze necessarie per elaborare piani di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e definire obiettivi climatici che siano basati sulla scienza, anche grazie allo scambio di esperienze ed occasioni di apprendimento tra pari.

Le piccole e medie imprese italiane hanno ancora un ampio margine di miglioramento in tema di sostenibilità e circa la metà di loro intraprende azioni di tutela ambientale e responsabilità sociale. Si inserisce in questo contesto “La sostenibilità per le piccole e medie imprese: sfide, strumenti e opportunità”, il percorso che il Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite promuove a favore delle PMI, per supportarle nel rafforzamento delle competenze di sostenibilità aziendale.

A partire dal mese di luglio 2024, UNGCN Italia avvierà la terza edizione italiana di Target Gender Equality, il percorso di formazione di 9 mesi ideato dal Global Compact delle Nazioni Unite, realizzato in stretta collaborazione con i Network locali e rivolto esclusivamente alle aziende aderenti all’iniziativa onusiana.

L’obiettivo del programma, implementato al livello nazionale con il supporto di Jakala, è di fornire le conoscenze e competenze necessarie per fissare e raggiungere ambiziosi obiettivi aziendali per l’uguaglianza di genere, in un’ottica di accrescimento dell’impatto sull’SDG 5 -Gender Equality dell’Agenda 2030 ONU e, in particolare, sul rafforzamento della leadership femminile e la riduzione del gender pay gap.

Il prossimo 24 settembre, si terrà a New York il Leaders Summit 2024, la Conferenza promossa annualmente dal Global Compact delle Nazioni Unite che riunisce leader politici e aziendali, rappresentanti della società civile e funzionari delle Nazioni Unite, provenienti da tutto il mondo ed impegnati nell’avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Il programma dell’edizione 2024 prevede un’intera giornata di lavori in cui si alterneranno sessioni plenarie, workshop e momenti di networking, volti ad approfondire le tematiche e le sfide globali più urgenti, fare il punto sui risultati finora raggiunti dal settore privato in ambito di sostenibilità, analizzare le risorse e gli strumenti necessari per fissare obiettivi ambiziosi e misurabili ed accelerare i progressi verso gli SDGs.

Con il nostro primo Bilancio Sociale, Vi raccontiamo un altro anno d’impegno al fianco di aziende ed organizzazioni per la promozione dello sviluppo sostenibile, attraverso i Dieci Principi dell’UN Global Compact e i 17 Global Goals dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il documento presenta un dettagliato racconto delle adesioni, iniziative e partnership che hanno contribuito - nel corso del 2023 - al raggiungimento degli obiettivi organizzativi, nonché ad una crescita vivace della nostra rete su vari fronti. È, per noi, un’occasione importante per condividere e valorizzare - in maniera chiara e puntuale - gli sforzi profusi ed i risultati finora conseguiti.

Target Gender Equality è un percorso di accelerazione ideato dal Global Compact delle Nazioni Unite ed implementato in collaborazione con i Network locali. Il programma, rivolto alle imprese aderenti all’iniziativa onusiana, intende fornire le conoscenze e competenze necessarie per fissare e raggiungere ambiziosi obiettivi aziendali per l’uguaglianza di genere, in un’ottica di accrescimento dell’impatto sull’SDG 5 - Gender Equality dell’Agenda 2030 ONU.

Nel 2024, UNGCN Italia implementerà il terzo round del programma di accelerazione, focalizzato sulla leadership femminile e sulla riduzione del gender pay gap.

Lo scorso 8 aprile, si è tenuto il primo meeting dell’edizione 2024 del Tavolo di Lavoro sul Sustainable Procurement, il percorso riservato ad un gruppo ristretto di aziende italiane aderenti all’iniziativa UN Global Compact e lanciato come progetto pilota a marzo 2023, per offrire uno spazio di approfondimento tematico, scambio di esperienze ed apprendimento tra pari sulla gestione sostenibile delle catene di fornitura.

L’incontro, tenutosi a Milano presso la sede di Edison - sponsor del percorso - ed in video-conferenza, si è focalizzato sugli aspetti sociali del sustainable supply chain management. Dagli interventi di esperti tematici e rappresentanti aziendali, è emerso come le catene di approvvigionamento, di portata sempre più globale e complessa, rappresentino oggi una delle aree a maggior rischio - reale e potenziale - di violazione dei diritti umani e dei lavoratori. Questo fa sì che il tema risulti estremamente rilevante per il settore privato, il quale è chiamato a gestire le proprie filiere in maniera più attenta e responsabile, al fine di assicurare la stabilità, l’attrattività e la competitività nel lungo termine del business.

UN Global Compact Network Italia lancia per il quinto anno consecutivo il round locale del concorso “SDG Pioneers 2024”, promosso in collaborazione con il Global Compact delle Nazioni Unite e finalizzato a selezionare business leader che, grazie al proprio lavoro quotidiano in un’azienda italiana aderente a UNGC, si contraddistinguono per l’impegno proattivo e significativo per l’avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Nel 2023, INWIT ha avviato - in collaborazione con Legambiente - un progetto di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in quattro aree naturali dell’Appennino centrale, grazie all’installazione di nuove tecnologie sulle torri aziendali già presenti nelle zone coinvolte. Più specificamente, INWIT intende sviluppare una base-dati a lungo termine relativa alla qualità dell’aria, favorendo quindi l’identificazione di eventuali rischi o impatti negativi, e stimolando l’adozione di misure correttive da parte degli attori locali.

È Emanuele Cardinale - Head of Sustainability di INWIT, a raccontare gli obiettivi e le modalità d’implementazione dell’iniziativa, che vede l’Azienda operare in una logica di “Tower as a service”, ossia utilizzando le proprie infrastrutture per offrire più servizi integrati ed innovativi e contribuire attivamente alla tutela della biodiversità.

Lo scorso 21 marzo, si è tenuta la sessione di peer-learning della prima edizione italiana del Business & Human Rights Accelerator, il percorso di formazione di 6 mesi ideato dal Global Compact delle Nazioni Unite con il supporto tecnico di Shift ed implementato in collaborazione con i Network locali. Il programma, attivo in oltre 50 Paesi, vede la partecipazione di 880 aziende al livello globale. L’obiettivo del percorso è duplice: da un lato, fornire alle imprese aderenti le conoscenze e competenze necessarie per fissare e raggiungere ambiziosi obiettivi aziendali per la tutela dei diritti umani e dei lavoratori; dall’altro, offrire loro indicazioni e strumenti concreti per condurre processi di due diligence efficaci, sia internamente che lungo le catene di fornitura.

Il Global Compact delle Nazioni Unite ha pubblicato il “WEPs Tool 2024 Trends Report”, al fine di presentare i risultati aggregati derivanti dall’utilizzo del WEPs Gender Gap Analysis Tool (WEPs Tool) da parte di 2.777 aziende in 117 Paesi. I dati sono relativi alle organizzazioni business firmatarie dei Women’s Empowerment Principles (WEPs), di varie dimensioni (55% grandi imprese e 45% PMI) ed attive in diversi settori produttivi, che hanno utilizzato questo strumento di autovalutazione nel biennio tra il 2 dicembre 2021 e il 1° dicembre 2023.

Il WEPs Tool consente alle aziende che hanno sottoscritto i sette principi per la promozione di una condizione paritaria di genere nel mercato del lavoro, di valutare in modo anonimo le proprie performance in materia. Lo strumento tiene in considerazione le prestazioni aziendali registrate in quattro fasi: impegno, attuazione, misurazione e trasparenza, in modo da verificare se gli impegni assunti siano poi accompagnati da azioni concrete per l’attuazione dei WEPs.

Includere l’uguaglianza di genere nei piani aziendali e responsabilizzare il management, prevedere incentivi di performance al raggiungimento di determinati risultati, investire in formazione. Sono queste alcune azioni concrete che il settore privato può mettere in campo per garantire la parità di genere in ambito lavorativo. A presentare queste proposte è stato il Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite (UNGCN Italia) durante Ring the Bell for Gender Equality, l’annuale evento che si è svolto oggi alla Borsa di Milano in occasione della Giornata internazionale della donna.

In occasione della Giornata internazionale della donna, UN Global Compact Network Italia, Borsa Italiana e Women in ETFs promuovono l’evento “Ring the Bell for Gender Equality - Invest in Women: accelerate process”, il cerimoniale organizzato annualmente da oltre 100 Borse in tutto il mondo, che quest’anno giunge al decimo anniversario, per dedicare il tradizionale suono della campana ai temi della gender equality e della valorizzazione dei talenti femminili.

A partire dal mese di maggio 2024, UNGCN Italia lancerà la terza edizione italiana del Climate Ambition Accelerator, il percorso di formazione di 6 mesi ideato dal Global Compact delle Nazioni Unite, realizzato in stretta collaborazione con i Network locali e rivolto esclusivamente alle aziende aderenti all’iniziativa onusiana.

L’obiettivo del programma, implementato al livello nazionale grazie al supporto di Carbonsink, è di fornire alle organizzazioni business partecipanti le competenze necessarie per fissare obiettivi climatici che siano basati sulla scienza ed accelerare i progressi verso il raggiungimento di un’economia net-zero entro il 2050.

14 febbraio 2024, Milano – Il Global Compact delle Nazioni Unite, la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo, auspica il pieno sostegno da parte degli stati membri dell’Unione europea alla direttiva che introduce per la prima volta nell’UE l’obbligo per le imprese di effettuare una due diligence in materia di diritti umani e ambiente.

I membri del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) sono chiamati ad esprimersi sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D). Il provvedimento prevede per le aziende di identificare, prevenire, mitigare, comunicare e porre fine agli impatti negativi sull’ambiente e sui diritti umani causati dalle loro attività economiche e dalla loro catena del valore (supply chain).

Nel 2022, Caffè Borbone - azienda leader nel settore della torrefazione e del caffè porzionato - ha avviato in Uganda il progetto «MWANYI», con l’obiettivo di sostenere l’emancipazione culturale e finanziaria di donne e giovani ugandesi che lavorano nella filiera del caffè. Questo è un settore cruciale per l’economia nazionale, ma resta caratterizzato da un’alta frammentazione geografica, dalla mancanza di formazione imprenditoriale e da una supply chain non ancora certificata.

È Marco Schiavon - Amministratore Delegato di Caffè Borbone, a raccontare l’impegno pluriennale dell’Azienda in Uganda, la partnership con OFI - Olam Food Ingredients per l’implementazione del progetto, i risultati finora raggiunti e l’impatto generato sulle comunità locali e all’interno dell’organizzazione stessa.

Cari Partecipanti al Global Compact delle Nazioni Unite,
in un momento come quello attuale in cui stiamo assistendo all’esacerbarsi di grandi sfide globali - tra cui, cambiamenti climatici, conflitti armati, aumento delle disuguaglianze, mutazioni socio-economiche e geopolitiche -, la convergenza di megatrend sociali, tecnologici, politici ed economici sta producendo complessità, incertezze e sconvolgimenti senza precedenti.

Di fronte a questa situazione, siamo chiamati a prendere scelte e cogliere opportunità sempre più importanti e decisive. Ed è evidente come sia le nostre azioni, che le possibili non azioni, generino grandi impatti e conseguenze.

Negli ultimi anni, ho constatato che i leader aziendali sono sempre più consapevoli del potenziale che il settore privato può mettere in campo per affrontare e risolvere i problemi globali, facendosi così promotore di una trasformazione profonda. Gli stessi leader hanno potuto condividere soluzioni trasversali e progressi raggiunti in diversi ambiti, tra cui l’azione per il clima, le energie rinnovabili e il salario dignitoso, in occasione dei numerosi incontri globali, regionali e locali organizzati dal Global Compact delle Nazioni Unite.

UN Global Compact Network Italia pubblica la versione in italiano della Ricerca “L’impegno delle imprese italiane per il net-zero”, prodotta in collaborazione con IPSOS (Istituto di analisi e ricerche di mercato) e presentata per la prima volta al pubblico internazionale in occasione della COP28 di Dubai.

L’indagine è orientata a delineare lo stato dell’arte rispetto all’impegno e all’azione del settore privato italiano sui temi del cambiamento climatico e, in particolare, sul raggiungimento dell’obiettivo net-zero, evidenziando leve e barriere caratteristiche del tessuto imprenditoriale italiano. L’analisi approfondisce il fenomeno comparando le imprese aderenti all’UN Global Compact e quelle esterne all’iniziativa onusiana e sottolineando differenze relative alla dimensione aziendale e ai settori merceologici di appartenenza.

Sempre più bilanciata la partecipazione tra PMI e grandi aziende, appartenenti ai settori merceologici più rappresentativi dello scenario economico italiano. Il 23 gennaio il Meeting che inaugura le attività dell’anno.

Continua a crescere il Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite. Nel 2023, la rete che rappresenta nel nostro Paese la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo ha superato per la prima volta le 500 realtà ed è composta oggi da 510 aziende. Tra le adesioni dell’anno appena concluso ci sono simboli del Made in Italy come Ferrari e TOD’s, sedi locali di gruppi internazionali come Leroy Merlin Italia e realtà del settore finanziario come Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano.

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Manifesto “Imprese per le Persone e la Società”

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