In cosa consiste: attualmente, più di un terzo della popolazione mondiale (circa 2.400 milioni di persone) vive in paesi in cui l’acqua scarseggia, e ci si aspetta che il numero arrivi a due terzi entro l’anno 2025. Inoltre, la contaminazione dell’acqua è in aumento, conseguenza diretta dei residui idrici industriali e dell’inadeguata eliminazione degli sprechi. Per di più, il cambiamento climatico sta causando sempre più spesso fenomeni meteorologici estremi, come siccità e inondazioni. In molti paesi ci sono anche delle difficoltà di accesso all’acqua pulita e, quindi, a condizioni igieniche adeguate, provocando grandi impatti in termini umanitari, sociali, ambientali ed economici. L’SDG 6 ha come fine quello di ottenere l’accesso universale ed equo all’acqua potabile ed ai servizi igienici e di migliorare la qualità dell’acqua al livello globale.

Ruolo delle imprese: le aziende devono gestire in modo sostenibile i loro residui idrici derivanti dalla lavorazione dei prodotti e dall’erogazione dei servizi. Scheda di approfondimento

Come misurare il contributo delle imprese: alcuni indicatori per valutare le azioni aziendali comprendono: percentuale dei dipendenti che ricevono una formazione in materia di igiene; percentuale di impianti produttivi che rispettano le norme sulla qualità dell’acqua; percentuale e volumi totali di acqua riciclata e riutilizzata; grado di riduzione degli impatti ambientali dei prodotti e servizi.

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Intervista a Fabrice Houdart, OHCHR
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Milano, 30 ottobre 2018

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