Alle imprese é richiesto di incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che rispettino l’ambiente

Incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che non danneggiano l’ambiente è una sfida di lungo periodo per un’impresa che dovrà impegnarsi sia dal punto di vista delle gestione che della ricerca.

Per quanto concerne l’adesione al Global Compact per tecnologie che non danneggiano l’ambiente si intendono quelle descritte nel Capitolo 34 dell’Agenda 21 vale a dire quelle sane per l’ambiente. L’Agenda 21 definisce tecnologie sane per l’ambiente quelle “che proteggono l’ambiente, sono meno inquinanti, usano tutte le risorse in modo più sostenibile, riciclano i loro rifiuti e prodotti e gestiscono i rifiuti residui in un modo più accettabile rispetto a quanto facessero le tecnologie che esse sostituiscono. Non si tratta di singole tecnologie ma di sistemi generali che includono know-how, procedure beni e servizi, attrezzature così come processi organizzativi e gestionali”.

E’ importante capire come questa ampia definizione includa lo smaltimento e le tecniche di monitoraggio, ma soprattutto incoraggi approcci sempre più preventivi rispetto all’inquinamento e all’utilizzo di tecnologie di produzione più pulite. L’aspirazione di questo principio è dunque quella di ambire a tecnologie pulite in funzione del beneficio umano piuttosto che concentrarsi sulla produzione fine a sé stessa.

Le tecnologie proficue per l’ambiente ci consentono di ridurre l’uso di risorse finite e di utilizzare quelle esistenti in modo più efficace. Ad esempio i miglioramenti nella produzione delle batterie hanno consentito di ridurre in modo significativo l’uso di metalli pesanti tossici con un conseguente beneficio sostanziale per i consumatori.

Lo smaltimento, il trattamento e l’accantonamento dei rifiuti sono estremamente costosi sia in termini finanziari che ambientali. Poiché le tecnologie sane per l’ambiente generano meno rifiuti residui, l’uso continuo di tecnologie inefficienti aumenta i costi operativi per le imprese. Inoltre comporta il concentrarsi sui controlli e sui rimedi piuttosto che sulla prevenzione. Al contrario evitare i impatti ambientali negativi,attraverso la prevenzione dell’inquinamento e attraverso la progettazione di prodotti ecologici, aumenta l’efficienza e la competitività delle imprese e può anche condurre a nuove opportunità di investimento.

Riducendo l’inefficienza operativa, le tecnologie sane per l’ambiente comportano anche una minore emissione di agenti contaminanti per l’ambiente di cui beneficiano in primo luogo gli stessi lavoratori che vengono esposti a contatto con materiali pericolosi in modo estremamente ridotto oltre al fatto che a ridursi è anche il rischio di disastri ambientali veri e propri.

Impegnarsi nel rispetto del principio IX dipende dalla dimensione e dalla natura dell’azienda, in ogni caso tutte le imprese ambiranno a migliorare i loro profitti ma a far sì che essi provengano da un uso più efficiente delle risorse. Poiché questo principio include sia le tecnologie hard che i sistemi soft le modalità di applicazione sono numerose.

Al livello di singola unità produttiva il miglioramento della tecnologia potrebbe essere effettuato attraverso quattro mezzi principali:

  • modificare le tecniche o i processi di fabbricazione: dall’applicazione di semplici modifiche all’introduzione di sistemi più sofisticati che richiedono un impegno di ricerca e sviluppo;
  • cambiare i materiali di fabbricazione: in modo da utilizzare ad esempio, materie prime meno tossiche;
  • modificare i prodotti: ad esempio passando dai solventi a vernici “ad acqua”;
  • riutilizzare materiali nei siti lavorativi: separando, trattando e recuperando materiale utilizzabile dai rifiuti, le cosiddette “sinergie di produzione”.

Le misure strategiche volte a migliorare la tecnologia includono:

  • stabilire politiche corporative o a livello di singola impresa, sull’uso di tecnologie sane per l’ambiente;
  • produrre pamphlet informativi per gli stakeholder, che illustrino le performance ambientali e i benefici che nascono dall’uso di tecnologia sane per l’ambiente;
  • basare la ricerca e lo sviluppo sulle “regole della sostenibilità”;
  • utilizzare lo strumento della Valutazione del Ciclo Vitale (LCA) nello sviluppo di tecnologie e di prodotti, così da considerare gli impatti ambientali della fabbricazione, dell’uso e del successivo smaltimento del prodotto;
  • impiegare la Valutazione di Tecnologia Ambientale (EnTA), uno strumento d’analisi preposto ad assicurare che i processi decisionali relativi alla produzione siano sostenibili per l’ ambiente;
  • esaminare i criteri e le politiche d’investimento per i fornitori, e i clienti, per assicurare che le gare rispettino i criteri minimi sul rispetto dell’ambiente;
  • cooperare con altre industrie per assicurare che “le migliori tecnologie disponibili siano alla portata di tutti.

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