L’economia circolare non si può considerare una tendenza emergente, ma una leva strategica fondamentale per le PMI italiane che intendono rimanere competitive, rafforzare il proprio ruolo nelle catene di fornitura e crescere in modo sostenibile sui mercati nazionali e internazionali. In uno scenario caratterizzato da volatilità dei prezzi delle materie prime, crescente scarsità delle risorse e da un quadro normativo sempre più articolato, adottare modelli circolari consente alle imprese di ridurre l’esposizione ai rischi e di generare nuove opportunità di valore.
Per economia circolare si intende un modello di produzione e consumo orientato a mantenere prodotti, materiali e risorse in uso il più a lungo possibile attraverso pratiche come condivisione, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo. L’obiettivo è estendere il ciclo di vita dei prodotti e ridurre in modo significativo la produzione di rifiuti, reintegrando i materiali nel processo produttivo una volta esaurita la loro funzione originaria. Questo approccio permette di trasformare gli scarti in risorse, creando valore economico aggiuntivo e migliorando l’efficienza complessiva dei sistemi produttivi.
Sempre più imprese riconoscono che il riuso, la riparazione, il riciclo e l’allungamento della vita utile dei prodotti non rappresentano solo scelte responsabili dal punto di vista ambientale, ma veri e propri strumenti di competitività. L’integrazione delle tecnologie digitali – come intelligenza artificiale, soluzioni cloud e sistemi ERP e CRM – consente di ottimizzare la supply chain, migliorare la gestione dei processi e rendere l’approccio circolare misurabile, replicabile e scalabile, favorendo decisioni basate sui dati e un utilizzo più efficiente delle risorse.

Secondo il rapporto 2025 del Circular Economy Network 2025, l'Italia si conferma ai vertici in Europa in termini di economia circolare: è seconda nella classifica dei 27 paesi UE soltanto ai Paesi Bassi, ma precede Germania, Francia e Spagna. Il rapporto però evidenzia la necessità di accelerare perché un aumento della circolarità (con una maggiore efficienza nell’uso delle risorse e un incremento dell’uso di materie prime seconde) può contribuire a rilanciare il Made in Italy e migliorare la competitività delle imprese. Secondo un’analisi di Cassa depositi e prestiti, nel 2024 l’adozione di pratiche circolari ha generato un risparmio di 16,4 miliardi di euro per le imprese manifatturiere. Inoltre, la Commissione europea stima a livello europeo che i miglioramenti della circolarità dell’economia possono ridurre i costi del sistema energetico di circa il 7% nel periodo 2031-2050 (pari a un risparmio annuo di 45 miliardi di euro).
In questo percorso, un ruolo determinante è svolto dal quadro regolatorio europeo, sempre più orientato a integrare politiche industriali, ambientali e finanziarie. Il Clean Industrial Deal punta a rafforzare la competitività dell’industria europea promuovendo la decarbonizzazione, l’efficienza nell’uso delle risorse e la resilienza delle catene del valore. A esso si affiancherà il Circular Economy Act, che introdurrà requisiti più strutturati in materia di progettazione dei prodotti, utilizzo di materie prime seconde, responsabilità estesa del produttore e misurazione delle performance circolari. Un ulteriore elemento chiave è rappresentato dalla Direttiva Green Claims, in vigore da marzo 2026, che imporrà criteri stringenti per la validazione delle dichiarazioni ambientali, richiedendo dati scientifici verificabili, metodologie standardizzate come la Life Cycle Assessment (LCA) e sistemi di controllo indipendenti. In questo contesto, la sostenibilità supera la dimensione puramente reputazionale e diventa un requisito di conformità per l’accesso ai mercati e alle catene di fornitura europee e internazionali.
Parallelamente, l’adozione di una strategia ESG strutturata si configura come un potente acceleratore di competitività per le PMI. La mappatura dei fattori ambientali, sociali e di governance e il progressivo allineamento alla Tassonomia UE consentono alle imprese di dimostrare in modo concreto il proprio contributo agli obiettivi ambientali europei, dalla mitigazione del cambiamento climatico alla transizione verso l’economia circolare. Questo approccio facilita l’accesso a finanziamenti agevolati, strumenti di finanza sostenibile, prestiti e leasing green, sempre più centrali nelle politiche creditizie, contribuendo al miglioramento del rating finanziario. Una rendicontazione solida e coerente aumenta inoltre l’attrattività delle PMI nei confronti di investitori istituzionali e partner industriali orientati alla sostenibilità, rafforzando le prospettive di crescita e posizionamento su mercati a maggiore valore aggiunto.
I modelli di economia rigenerativa possono offrire importanti opportunità, ma non tutte le imprese dispongono oggi degli strumenti necessari per coglierle. Per le PMI, la transizione verso l’economia circolare richiede un percorso strutturato che passa dalla definizione di una roadmap strategica chiara, dall’investimento in formazione e competenze, dall’implementazione di KPI di monitoraggio e reporting e dalla collaborazione con partner tecnologici, centri di ricerca e istituzioni. Le esperienze già maturate in questo ambito dimostrano che l’economia circolare non è un obiettivo di lungo periodo, ma una scelta concreta e già oggi vincente. In questo però diventa cruciale accompagnare le piccole e medie imprese, valorizzando il loro ruolo e rafforzando il loro accesso agli investimenti in macchinari, tecnologie e beni intangibili. L’accesso alla finanza sostenibile, ad oggi non ancora diffuso tra le PMI (solo il 26% utilizza almeno uno strumento) può rappresentare una leva efficace per colmare i divari di investimento e sostenere in modo diretto la crescita delle PMI.
Guardando al 2026 e oltre, l’economia circolare si conferma non solo come risposta alle sfide ambientali, ma come un motore di crescita, innovazione e internazionalizzazione per il tessuto imprenditoriale italiano. Per questo motivo UN GCNI lancia, il 20 gennaio, il primo webinar online dedicato a questo tema, aperto anche ai non aderenti. Un’occasione preziosa di confronto, approfondimento e allineamento sulle principali tendenze di mercato e sulle evoluzioni normative in ambito di economia circolare.
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