In uno scenario globale dai contorni tragici a causa dell’emergenza COVID-19 Brio S.p.A., azienda italiana leader nella lavorazione e confezionamento di ortofrutta biologica a marchio Alce Nero e delle principali insegne, ha adottato sin dai primi di marzo una serie di misure preventive e cautelative per garantire la sicurezza dei propri lavoratori, dei processi produttivi e la fornitura dei prodotti presso la grande distribuzione.

Distanza tra gli operatori in linea produttiva, turnazione e gruppi di lavoro distinti che non si incrociano mai. Operatori dotati di mascherina, con accessi presidiati in entrata e uscita del prodotto. Barriere fisiche nel ricevimento e spedizione merce verso i trasportatori e corrieri per evitare qualsiasi tipo di contatto. Accessi separati alle diverse aree aziendali e cartellonistica con procedure da seguire e rispettare. Distribuzione di disinfettante e mascherine. Sanificazione settimanale dello stabilimento e uffici, sebbene ormai il 70% del personale impiegatizio lavora in smart working. Inoltre gli audit vengono condotti da remoto da parte degli ispettori con invio telematico della documentazione richiesta. 

A tutto questo si aggiunge un gesto concreto e tangibile come lo stanziamento di 150.000 euro a sostegno della Protezione Civile Nazionale, da parte della capogruppo Agrintesa di Faenza e le tre società commerciali di riferimento Alegra, Brio e Valfrutta Fresco. Dal punto di vista del mercato e delle vendite il primo trimestre 2020 è positivo per Brio, grazie soprattutto all’accresciuta presenza sui mercati esteri - Germania, Svizzera e Austria in particolare - ma anche al recupero sul mercato interno nel mese di marzo.

“L’allarme per la situazione sanitaria - afferma Luca Zocca, Marketing Communication Consultant di Brio - dapprima in Italia poi praticamente in tutta Europa, ha accentuato la ricerca di cibi salutari con un alto contenuto di vitamine che sono caratteristiche tipiche dell’ortofrutta”.

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