La crescente pressione sui sistemi idrici sta trasformando l’acqua in una variabile economica cruciale per lo sviluppo, la resilienza e la sostenibilità dei sistemi produttivi dell’area Euro-Mediterranea. È questo il punto di partenza della ricerca “Building a Water Smart Economy in the Euro-Mediterranean Area: The Role of Business”, promossa da UN Global Compact Network Italia in collaborazione con The European House – Ambrosetti (TEHA) e con i UN Global Compact Country Network di Egitto, Francia, Grecia, Portogallo e Turchia e con il supporto di Edison S.p.A., con l’obiettivo di analizzare il ruolo delle imprese nella gestione sostenibile dell’acqua e nella costruzione di economie più resilienti. La ricerca è stata presentata nell’ambito dell’Euro-Mediterranean Water Forum, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Dalla scarsità idrica un impatto crescente sui sistemi economici
In un contesto sempre più segnato dagli effetti del cambiamento climatico, dalla siccità e dalla crescente pressione sulla disponibilità idrica, la sicurezza dell’acqua assume una rilevanza che va ben oltre la dimensione ambientale. Le proiezioni al 2050 stimano una riduzione del 10% del PIL mondiale dovuta alla scarsità d’acqua, con impatti che possono arrivare fino al 19% nei Paesi a medio-basso reddito.
La dimensione economica della crisi è particolarmente evidente anche in Italia, dove il costo economico della crisi idrica raggiunge 13,4 miliardi di euro l’anno, circa il doppio rispetto alla media europea, equivalente a 2,5 giorni di fermo dell’economia italiana. Complessivamente, dall’acqua dipende in Italia un’economia di 384 miliardi di euro, pari a circa un quinto del Valore Aggiunto nazionale. Numeri che evidenziano come la gestione dell’acqua sia sempre più legata alla continuità delle attività produttive, alla resilienza delle catene del valore e alla competitività dei sistemi economici.

Tra esposizione al rischio e capacità di risposta delle imprese
All'interno di questo quadro, la ricerca evidenzia per l’Italia un significativo divario tra esposizione al rischio idrico e percezione della sua rilevanza per il business. Il 56,4% delle aziende italiane opera in aree caratterizzate da stress idrico, mentre solo il 34% considera l’acqua una criticità elevata o molto elevata per la continuità del proprio business.
Il quadro della governance mostra inoltre margini di rafforzamento. Solo il 9,6% delle imprese italiane dispone di una specifica policy di gestione dell’acqua, mentre appena il 4,3% si pone obiettivi allineati ai framework internazionali. Ancora più limitato è il coinvolgimento del vertice aziendale: appena l’8,5% delle aziende prevede la supervisione delle policy sull’acqua da parte del top management.
Governance, investimenti e innovazione per una Water Smart Economy
Il passaggio da una gestione prevalentemente operativa a un approccio strategico appare quindi centrale. Anche sul fronte degli investimenti e dell’innovazione il potenziale resta significativo: il 31,8% delle imprese destina all’acqua meno del 5% degli investimenti complessivi dedicati all’innovazione, mentre solo il 15,9% considera l’innovazione nel settore idrico un elemento strategico.
“Occorre passare da una gestione operativa della risorsa idrica ad un approccio strategico, integrando il water risk nella pianificazione economica e nelle decisioni di investimento delle aziende italiane. Il business case è chiaro: il rapporto tra costi di mitigazione e rischio finanziario è di 1:6”, ha sottolineato Daniela Bernacchi, Executive Director di UN Global Compact Network Italia.
Le evidenze raccolte mostrano quindi la necessità di rafforzare la capacità delle imprese di comprendere, misurare e gestire i rischi idrici, integrandoli nelle strategie e nelle decisioni di investimento. Una sfida che assume una dimensione particolarmente rilevante nel Mediterraneo, dove le differenze tra territori, settori economici e livelli di esposizione richiedono risposte condivise e cooperazione tra Paesi. Il coinvolgimento dei Network del Global Compact di Egitto, Francia, Grecia, Portogallo e Turchia ha permesso inoltre di mettere a confronto prospettive e contesti diversi, rafforzando il dialogo tra imprese e stakeholder e contribuendo a delineare una visione comune per una Water Smart Economy Euro-Mediterranea, più resiliente, sostenibile e competitiva.
» Scarica la ricerca completa QUI.