Quella della desertificazione è una crisi meno visibile, ma profondamente connessa alle altre sfide ambientali. Proprio oggi termina la COP17 per la lotta alla desertificazione, che si è tenuta in Mongolia. E anche se questa tematica ci sembra così lontana da noi, in realtà ci riguarda molto da vicino.

Anche l’Italia sperimenta sempre più chiaramente gli effetti combinati di cambiamento climatico, stress idrico e degrado del territorio. Negli ultimi anni, il nostro Paese ha alternato periodi di siccità eccezionale a eventi meteorologici estremi, con conseguenze sulla disponibilità di acqua, sull’agricoltura e sugli ecosistemi.

Secondo i dati ISPRA nel 2025 la percentuale massima di territorio nazionale caratterizzato da “siccità severa o moderata” è stata del 31,6% su una scala temporale di 3 mesi e del 12,2% su una scala temporale di 12 mesi. Ciò significa che una parte significativa del territorio nazionale è esposta a fenomeni di degrado del suolo e rischio di desertificazione, con particolare vulnerabilità nelle regioni del Centro-Sud. Anche il Nord Italia ha sperimentato negli ultimi anni condizioni di forte stress idrico, evidenziate dalle criticità che hanno interessato importanti bacini idrografici. Questi fenomeni mostrano come la desertificazione non sia un tema distante o limitato alle aree più aride del pianeta, ma una sfida che riguarda anche territori europei e mediterranei.

Desertificazione: qual è il ruolo delle imprese?

Per il mondo delle imprese, il degrado del suolo e la crescente scarsità di risorse idriche non rappresentano soltanto una sfida ambientale, ma anche un tema di competitività e resilienza. Le attività economiche dipendono infatti, in misura diversa, dai servizi che gli ecosistemi sono in grado di fornire: dalla disponibilità di acqua alla fertilità dei suoli, dalla stabilità del clima alla capacità degli ambienti naturali di sostenere produzioni agricole, approvvigionamenti e infrastrutture.

L'intensificarsi della siccità e il degrado del territorio possono compromettere la continuità delle filiere produttive, incidere sulla disponibilità e sul costo delle materie prime, aumentare la competizione per l'accesso alle risorse idriche ed esporre le imprese a rischi fisici e operativi sempre più rilevanti. Si tratta di dinamiche che interessano, con intensità differenti, numerosi settori economici e che risultano particolarmente significative per un Paese come l'Italia, caratterizzato da una forte dipendenza da filiere agroalimentari, manifatturiere e industriali.

Per questo motivo, cresce l'attenzione verso approcci che consentano alle imprese di comprendere non solo i propri impatti sul capitale naturale, ma anche le proprie dipendenze dagli ecosistemi e dai servizi che essi forniscono. Una prospettiva che richiama la necessità di integrare la gestione dei rischi climatici, idrici e naturali nelle strategie aziendali e di rafforzare la capacità di adattamento e resilienza delle organizzazioni nel lungo periodo.

perche la desertificazione sembra una crisi lontana ma ci riguarda da vicino 02

Una governance integrata per affrontare sfide interconnesse

A oltre trent'anni dal Summit della Terra di Rio, le tre Convenzioni dedicate a clima, biodiversità e desertificazione continuano a ricordare che nessuna di queste sfide può essere affrontata efficacemente in modo isolato. Proteggere il suolo significa contribuire alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici, preservare la biodiversità, rafforzare la sicurezza idrica e alimentare e aumentare la resilienza dei territori. Significa anche creare le condizioni affinché le attività economiche possano continuare a prosperare in un contesto caratterizzato da crescenti pressioni climatiche e ambientali, riducendo l'esposizione ai rischi e rafforzando la capacità di adattamento delle filiere produttive.

In un mondo in cui clima, natura e risorse sono sempre più interdipendenti, la lotta alla desertificazione rappresenta quindi una componente essenziale di una nuova governance ambientale, capace di rafforzare la resilienza degli ecosistemi, delle economie e delle comunità. Una sfida che coinvolge istituzioni, imprese, comunità scientifica e società civile e che richiede un equilibrio virtuoso tra un approccio sempre più integrato, una prospettiva di lungo periodo e azioni concrete.

Leggi anche: Suolo, acqua e clima: perché la COP sulla desertificazione è sempre più importante

Crisi idrica globale: l'ONU dichiara una situazione di bancarotta

Share: