Nella revisione del quadro normativo UE sulla rendicontazione di sostenibilità, la semplificazione introdotta dal Pacchetto Omnibus è un’opportunità che può consentire alle imprese di concentrarsi meglio sulla gestione degli impatti e dei rischi e sulla creazione di valore sostenibile di lungo periodo, garantendo al contempo trasparenza, comparabilità e responsabilità lungo le catene del valore.
La competitività europea si rafforza grazie alle aziende che adottano una sostenibilità più efficace, capace di creare valore nel lungo periodo e di supportare la gestione di rischi e impatti lungo le catene del valore. È questo uno dei principali messaggi emersi dalla tavola rotonda - promossa dal Network italiano di UN Global Compact - dal titolo “Sustainability Reporting in Transition: Omnibus, ESRS and Competitiveness: the role of companies in the new European framework” che ha riunito a Bruxelles rappresentanti della Commissione europea, dell'European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) e un selezionato gruppo di aziende italiane aderenti, in un giusto equilibrio tra company e PMI.
In una cornice internazionale e di dialogo istituzionale, l’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra settore privato, esperti internazionali e rappresentanti della Commissione EU, sul futuro della rendicontazione di sostenibilità e sul suo ruolo nel rafforzare la competitività europea. L'ascolto delle imprese è infatti fondamentale, da un lato per includerne le istanze nei processi decisionali, dall'altro per elaborare standard di rendicontazione più adatti alle esigenze delle aziende e favorire una maggiore efficacia del sistema di reporting.

Lo stato dell'arte delle aziende italiane secondo la Communication on Progress di UNGC
I recenti dati raccolti dal Network italiano attraverso la Communication on Progress (CoP) 2025 – lo strumento di rendicontazione annuale obbligatoria delle imprese aderenti a UN Global Compact – mostrano come la sostenibilità sia sempre più integrata nelle strategie e nei processi aziendali:
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l'84% delle aziende aderenti ha adottato un impegno formale sui diritti umani
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il 71% delle aziende aderenti ha adottato processi di due diligence, consolidando strumenti robusti di governance e gestione dei rischi e degli impatti ESG all'interno delle imprese.
Anche sul fronte dell’azione climatica emerge un progressivo rafforzamento degli strumenti di governance dedicati alla riduzione delle emissioni:
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l'88% delle aziende aderenti dispone di un impegno formale sui temi ambientali
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tra il 64% e l'81% delle aziende aderenti ha adottato policy formalmente approvate dai massimi organi aziendali e allineate ai principali standard internazionali
L'applicazione di queste policy si sta progressivamente estendendo oltre i confini aziendali: tra il 39% e il 50% delle imprese le applica già ai propri fornitori e fino al 32% all'intera value chain. Parallelamente, più del 20% delle aziende aderenti ha già esteso i processi di due diligence all'intera filiera e 3 imprese su 4 coinvolgono gli stakeholder nelle relative attività. Dati che confermano il ruolo strategico della collaborazione con fornitori e PMI nel rafforzare sostenibilità e resilienza delle catene del valore.

La competitività non si ottiene riducendo la sostenibilità, ma rendendola più efficace
In questo contesto, permane la preoccupazione che la volontarietà della rendicontazione di sostenibilità introdotta da Omnibus - che ha notevolmente ridotto le aziende interessate dal perimetro della normativa - possa rallentare il percorso delle PMI, attori fondamentali della transizione sostenibile. Le imprese di maggiori dimensioni risconoscono il proprio ruolo nel supportare le aziende più piccole nel percorso, anche in considerazione della crescente richiesta di informazioni ESG lungo le catene del valore.
La discussione europea sulla rendicontazione di sostenibilità rappresenta un passaggio cruciale per il futuro della competitività delle imprese. La semplificazione è un obiettivo condivisibile se consente di rendere il sistema più efficace e accessibile, senza compromettere la qualità delle informazioni e la capacità delle aziende di gestire rischi e opportunità legati alla sostenibilità. Le imprese hanno già investito in modo significativo nell'adozione di policy e processi dedicati: la sfida ora è accompagnarle nel rafforzamento di questi strumenti lungo le catene del valore, affinché la rendicontazione continui a essere un motore di miglioramento, innovazione e creazione di valore.
In quest’ottica, il Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite si impegna a promuovere una visione della sostenibilità che continui a generare valore per le imprese e per la società nel suo complesso. In questa prospettiva, sostenibilità e competitività non rappresentano obiettivi alternativi, ma condizioni complementari per rafforzare la resilienza, la capacità di innovazione e la crescita di lungo periodo delle imprese europee.