Oggi, il Consiglio Affari Generali dell’UE ha ratificato in via definitiva il Pacchetto Omnibus I, la direttiva sui requisiti di rendicontazione e di due diligence sulla sostenibilità aziendale.

L’intesa, già concordata con il Parlamento Europeo, ha ottenuto il consenso dei Ministri nonostante l’opposizione della Repubblica Ceca e l’astensione di Belgio, Bulgaria e Austria.

Nello specifico, la Direttiva Omnibus I:

  • emenda la Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità aziendale (Corporate Sustainability Reporting Directive, CSRD), elevando le soglie di applicabilità alle imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto annuo superiore ai 450 milioni di euro. Per quanto concerne le imprese extra-UE, i requisiti si applicheranno solo alle società con un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro per la società capogruppo nell’UE e superiore a 200 milioni di euro per società controllate.  
  • emenda la Direttiva sulla diligenza dovuta in materia di sostenibilità delle imprese (Corporate Sustainability Due Diligence Directive, CSDDD), restringendo l'ambito alle imprese con oltre 5.000 dipendenti e fatturato netto superiore a 1,5 miliardi di euro. Le aziende sono tenute a valutare impatti negativi prioritizzando partner diretti e aree a rischio elevato, usando informazioni "ragionevolmente disponibili".

Le ulteriori semplificazioni e i prossimi passi

All’interno della Direttiva, viene inoltre eliminato l'obbligo per le aziende di redigere e implementare Piani di Transizione Climatica (Climate Transition Plan, CTP) – necessari ad allineare le proprie emissioni con gli obiettivi climatici europei e con quelli dell’Accordo di Parigi – e si rimuove il regime di responsabilità UE armonizzato con sanzioni nazionali fino al 3% del fatturato globale netto.

La direttiva Omnibus posticipa di un altro anno la scadenza con cui gli Stati membri devono recepire la CSDDD nell'ordinamento nazionale, portandola al 26 luglio 2028. Le imprese dovranno dunque adeguarsi alle nuove misure entro luglio 2029.

Quanto ai next steps, la direttiva dovrà essere pubblica in Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione. Gli Stati membri avranno un anno dall'entrata in vigore della direttiva per recepirne le disposizioni nell'ordinamento nazionale.  

Secondo le proiezioni diffuse dalla Commissione Europea, le nuove disposizioni esenteranno l'85% delle imprese che, in base ai criteri precedenti, sarebbero rientrate nel perimetro di applicazione delle direttive.

 

Leggi anche: 
Pacchetto Omnibus: UN Global Compact ribadisce l'importanza di una due diligence obbligatoria in materia di diritti umani e ambiente

Share: