Si è tenuta nella mattinata di giovedì 13 maggio la sesta edizione del“Business & SDGs High Level Meeting” promossa dall’UN Global Compact Network Italia in modalità mista (online/Roma) ed incentrata sul tema “Le imprese italiane verso la decarbonizzazione: una transizione giusta e inclusiva”

L’evento, che è stato ospitato da Acea, ha riunito oltre 30 Amministratori Delegati e Presidentidi grandi aziende italiane impegnate in chiave strategica per l’avanzamento dei 17 Global Goals indicati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Tra i settori maggiormente rappresentati quelli delle multi-utilities e della finanza. 

«Per il Global Compact delle Nazioni Unite, di cui il Network italiano è emanazione al livello locale, l’impegno delle imprese per la decarbonizzazione resta assolutamente prioritario e s’inserisce nella più ampia cornice della Climate Action – SDG 13, rispetto alla quale molte realtà business aderenti al progetto onusiano hanno già adottato obiettivi ambiziosi e science-based. A due anni dal lancio della campagna UNGC Business Ambition for 1.5°, oltre 500 aziende partecipano al livello globale. Quasi 1.400, ad oggi, hanno adottato i Science-based target e, di queste, più di 700 sono localizzate in Europa.» ha affermato in apertura dei lavori Marco Frey – Presidente dell’UN Global Compact Network Italia.

«È stato un vero piacere per Acea ospitare questa edizione del CEO Meeting dell’UN Global Compact Network Italia. Il meeting 2021 si è svolto in un momento di profondo cambiamento che ci coinvolge tutti, e che va coordinato e presidiato in tutti gli ambiti e a tutti i livelli. La vera protagonista di questo percorso è la sostenibilità, da integrare sempre più nelle scelte strategiche e nel business, al fine di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 e per concorrere a trasformare, supportandolo in questa complessa e vitale transizione, anche il tessuto economico e sociale. Poiché la transizione deve essere giusta e inclusiva. Acea è un’azienda “strutturalmente sostenibile”, per la tipologia di business gestiti – servizi essenziali di pubblica utilità – e per l’incidenza che essi hanno sullo sviluppo del territorio e sulla vita delle comunità, con le responsabilità che ciò comporta. Ed è proprio l’attenzione alla qualità dei servizi erogati e dei processi industriali alla loro base, che ci spinge a perseguire standard e requisiti – anticipandoli, ove possibile, in termini di azioni messe in campo – e a mantenere una visione aperta ai nuovi scenari che via via si delineano. Per questo dal 2006 partecipiamo al Carbon Disclosure Project e abbiamo intrapreso un percorso di allineamento alle raccomandazioni della Task force on Climate-related Financial Disclosures per dotarci di ulteriori strumenti di analisi e rendicontazione degli aspetti correlati ai cambiamenti climatici. Per noi sono temi molto importanti che ci coinvolgono in prima persona perché sono in grado di generare benefici per la comunità e per l’ambiente, agevolando il percorso verso la decarbonizzazione.» queste le parole di commento Giuseppe Gola - AD di Acea al termine dell’iniziativa.

Secondo Bruno Pozzi, Europe Office UNEP e Keynote Speaker dell’evento: «Un'azione ambiziosa e coordinata da parte di Governi, imprese e persone in tutto il mondo è necessaria per prevenire e invertire i peggiori impatti del declino ambientale trasformando rapidamente i sistemi chiave - tra cui energia, infrastrutture, acqua e cibo - in modo che il nostro uso della terra e degli oceani diventi sostenibile. Trasformare i sistemi sociali ed economici significa migliorare il nostro rapporto con la natura, capire il suo valore e mettere quel valore al centro dei processi decisionali. Conoscenza, ingegnosità, tecnologia e cooperazione possono trasformare società e economie e assicurare un futuro sostenibile». 

Dalla tavola rotonda, moderata da Daniela Bernacchi – Segretario Generale dell’UN Global Compact Network Italia, sono emersi importanti insights per il futuro. 

La buona Governance si conferma come uno degli aspetti cruciali per il successo della strategia verso una Net-Zero Economy ma, oltre ad una struttura adeguata (buon funzionamento dei CdA, dei Comitati, ecc.), serve lavorare sulla cultura interna ed ipotizzare un sistema d’incentivazione che vincoli parte degli MBO’s dei manager ad obiettivi di sostenibilità ambientale.

Le esperienze condivise dai leader aziendali durante l’evento, convergono infatti verso un approccio collaborativo e di partnership sul tema, in piena coerenza con l’SDG 17 – Global Partnership, da cui non possono essere escluse le catene di approvvigionamento

Il tema dell’approccio di filiera porta con sé anche un altro focus importante, che è quello del coinvolgimento delle piccole e medie imprese che – costituendo il cuore del tessuto imprenditoriale italiano – sono da considerarsi attori-chiave al pari delle grandi company nella sfida per la lotta al cambiamento climatico.

La strada verso la decarbonizzazione è da intendersi poi come un processo trasformativo di natura culturale, che dovrebbe includere – per una massimizzazione dei suoi impatti - tanto le persone interne all’azienda quanto gli stakeholder esterni a partire dai consumatori e/o utenti, per arrivare a coinvolgere le comunità esterne, fino ad interessare le generazioni future. 

Questo sforzo sarà tanto più possibile quante più risorse di tipo finanziario verranno allocate a supporto della transizione: le forme ipotizzate durante la roundtable sono quelle delle obbligazioni o investimenti a equity vincolati a obiettivi di sostenibilità come ad esempio gli SDGs linked bond per quanto attiene ad enti di credito privati, investitori istituzionali e le imprese stesse; ma anche al legislatore pubblico è rivolto l’invito a incentivare l’azione per il clima tramite meccanismi di finanziamento che siano sensibili al tema della carbon-zero economy

Con riferimento al reporting e all’accountability, nella visione condivisa dai leader aziendali vi è la necessità che le imprese si uniformino sempre di più agli standard internazionali ed europei (es: TCFD, SBTi, Tassonomia) per una misurazione quanto più oggettiva degli esiti e degli impatti delle proprie strategie per il clima. Sempre con questa logica, si invitano le istituzioni e agenzie internazionali a lavorare per l’individuazione di Kpi sulla decarbonizzazione che siano universalmente utilizzabili e omogenei, e considerino - insieme all’elemento carbon - anche la gestione di altre risorse strategiche e potenzialmente circolari, come l’acqua. 

Il meeting è stato anche l’occasione per presentare il Position Paper su imprese e decarbonizzazione, che l’UN Global Compact Network Italia ha sviluppato insieme alle aziende aderenti maggiormente impegnate sul tema. Il Paper riconosce che quello attuale è un momento di grande opportunità per la transizione verde, poiché ingenti risorse per le imprese sono state previste sia dal Green Deal europeo che dal fondo Next Generation EU; individua sfide e opportunità per le aziende impegnate in questo percorso ambizioso considerando in contesto in cui operano; e contiene, infine, best practices relative all’impegno del settore privato per la decarbonizzazione.

Il Position Paper verrà diffuso dopo aver integrato gli spunti emersi dalla tavola rotonda.

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