Alle imprese è richiesto di sostenere la libertà di associazione dei lavoratori e riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva

 

Stabilire un dialogo reale con i rappresentanti dei lavoratori consente a lavoratori ed imprenditori di comprendere meglio le rispettive esigenze e di trovare soluzioni ad eventuali problematiche esistenti. Il rispetto del diritto alla rappresentanza è un pilastro fondamentale per costruire rapporti di fiducia da entrambi i lati.

La libertà di associazione e l’esercizio del diritto alla contrattazione collettiva consentono opportunità per un dialogo costruttivo.
Diversi studi effettuati indicano che la dinamica che consegue dalla libertà di associazione consente di attivare un ciclo di lavoro dignitoso che aumenta produttività, introiti e profitti per tutti i soggetti interessati. La garanzia del rispetto del diritto alla rappresentanza attuato dando voce ai lavoratori, facilita l’individuazione di risposte a livello locale alle sfide dell’economia globale e rappresenta la base per una crescita sostenibile e per attrarre investimenti sicuri. Ed è tanto più importante che ad essere inclusi in questo meccanismo siano anche i soggetti normalmente lasciati al margine di questi processi, in particolare le donne e i lavoratori informali.

Libertà di associazione
La libertà di associazione significa garantire ai propri impiegati ed operai il diritto a far parte di organizzazioni sindacali. Questo non significa che la forza lavoro debba essere obbligata ad associarsi o che l’impresa debba creare organizzazioni sindacali.
Il datore di lavoro non deve piuttosto interferire nella scelta del dipendente qualora questo decida di far parte di un’organizzazione sindacale e non deve neanche discriminare chi ha scelto un’associazione piuttosto che un’altra, o un suo rappresentante.
Garantire la libertà di associazione significa anche lasciare ai propri dipendenti del tempo libero per svolgere attività di formazione, gestione amministrativa dell’associazione ed elezione dei rappresentanti. La libertà di associazione coinvolge i rappresentanti degli operai, degli impiegati e dei sindacati, per discutere argomenti e problematiche inerenti al posto di lavoro, al fine di trovare accordi bilateralmente accettati. Con la libertà di associazione si dovrebbe anche garantire il diritto ai lavoratori di essere parte attiva nella difesa dei loro interessi sociali ed economici.

Contrattazione collettiva
Con il termine contrattazione collettiva si intende un processo o un’attività che porti ad un accordo collettivo. La contrattazione collettiva è un’azione volontaria, che serve a determinare i termini, le condizioni di lavoro e la regolamentazione dei rapporti tra impiegati, operai e le loro organizzazioni. Il principio che sta alla base della contrattazione collettiva deve essere quello della “buona fede”. Solo tramite una negoziazione trasparente e puntuale si possono raggiungere accordi che soddisfino entrambi le parti al fine di mantenere un ambiente lavorativo armonioso e produttivo.

Le imprese al fine di integrare il princiopio nella politica aziendale possono:

Sul posto di lavoro:

  • garantire a tutti i lavoratori la libertà di formare sindacati e organizzazioni e aderirvi;
  • essere sempre neutrali in merito ad assunzioni, valutazioni, promozioni, trasferimenti o licenziamenti;
  • fornire agevolazioni ai rappresentanti dei lavoratori per portare avanti le loro funzioni. Ad esempio: lasciar circolare il materiale relativo alle attività delle organizzazioni, lasciare esporre pubblicamente le informazioni, dare tempo libero retribuito per partecipare ad assemblee, riunioni ed eventi organizzati dai sindacati e dalle organizzazioni scelte.

Al tavolo della contrattazione:

  • riconoscere le organizzazioni rappresentative;
  • usare la contrattazione collettiva come opportunità per trattare argomenti quali le condizioni di lavoro e di impiego oppure i rapporti tra datore di lavoro e lavoratori;
  • cercare la soluzione o la prevenzione di alcuni problemi tenendo presente gli interessi dei lavoratori. Ad esempio: rispondere a bisogni quali la formazione o la ristrutturazione, stabilire regole disciplinari, assicurare strutture per la previdenza sociale o la sicurezza, sia per i lavoratori che per le loro famiglie;
  • fornire le informazioni necessarie per avviare un’equa contrattazione;
  • equilibrare i rapporti con i rappresentanti dei sindacati più influenti per garantire la sopravvivenza ad organizzazioni più piccole.

Nella comunità in cui operano:

  • valutare il sistema lavorativo ed amministrativo dei paesi in cui si opera. Ci sono paesi in cui la protezione legale è insufficiente e quindi bisogna assicurare e garantire sicurezza e riservatezza ai sindacati ed ai loro leader;
  • incoraggiare la creazione e l’operatività di sindacati ed associazioni imprenditoriali a livello nazionale e locale;
  • informare la comunità locale, i media e l’autorità pubblica, che l’impresa ha aderito al Global Compact e che intende rispettarne i principi, inclusi quelli fondamentali dei diritti del lavoro.

Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.