ingranaggioA seguito della XXI Conferenza delle Parti (COP21), in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 e conclusasi con l’approvazione da parte di 196 Stati (195 Stati + Unione Europea) di un nuovo accordo vincolante e universale sul clima per la limitazione riscaldamento globale sotto la soglia dei 2 gradi centigradi, la Fondazione Global Compact Network Italia ha organizzato, a beneficio dei propri aderenti e non, il Meeting “COP21: And Then What?”. L’incontro, tenutosi lo scorso 17 dicembre presso la sede di Atlantia S.p.A., a Roma, è stato un’importante occasione di approfondimento sugli esiti del Vertice sul clima Parigi e di discussione degli scenari futuri.

Dopo i saluti di benvenuto da parte di Simonetta Giordani, Responsabile Sostenibilità e Rapporti Istituzionali - Atlantia S.p.A., sono intervenuti nell’ordine come esperti sui temi: Marco Frey, Presidente - Fondazione Global Compact Network Italia; Andrea Barbabella, Responsabile dell'Area Energia, Strategie e Reporting - Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile; Andrea Valcalda, Responsabile Sustainability - Enel S.p.A.; Pierre Monnier, Climate Project Manager - Global Compact Network Francia.

I contenuti del meeting si sono ulteriormente arricchiti grazie all’intervento di Francesco La Camera, Direttore Generale per lo Sviluppo Sostenibile e le Relazioni con l’UE e le IGO e Chief Negotiator per l’Italia a Parigi -  Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il quale ha condiviso con i presenti i passaggi più significativi della fase di negoziazione che ha caratterizzato la COP21 e ribadito l’importanza dell’accordo sottoscritto a Parigi sottolineando la rilevanza delle sfide che da esso stesso scaturiscono.

Più in generale, il dibattito che ha caratterizzato l’iniziativa si è articolato seguendo i keypoint dell’accordo di Parigi:

TARGET: l’obiettivo a lungo termine è quello di rimanere “ben al di sotto dei 2°C”, mettendo in campo tutti gli sforzi possibili per rispettare il ben più ambiziosi limite di 1,5°C; il picco delle emissioni dovrà essere raggiunto quanto prima, pur riconoscendo ai paesi in via di sviluppo la possibilità di raggiungerlo in tempi più lunghi.
FINANCE: i paesi sviluppati metteranno a disposizione risorse finanziarie per supportare le azioni di mitigazione e adattamento dei paesi sviluppati, e comunicheranno ogni due anni informazioni qualitative e quantitative a riguardo; nella dichiarazione viene riconosciuta l'importanza degli strumenti economici per la riduzione delle emissioni, incluso il carbon pricing.
ASSESSMENT: tutti i paesi rendiconteranno regolarmente tramite un inventario nazionale delle emissioni e assorbimenti di gas serra; a partire dal 2023, ogni cinque anni i paesi valuteranno i propri progressi verso gli obiettivi a lungo termine dell'accordo e, nel caso, rivedranno i propri impegni; nel 2018 si terrà una prima verifica “informale” e nel 2020 ogni Paese dovrà presentare una strategia nazionale per il raggiungimento dei target volontari comunicati.
TIMELINE: L'accordo entrerà in vigore quando almeno 55 paesi responsabili collettivamente di almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra lo avranno ratificato a partire da aprile 2016.

Nell’ambito dell’incontro, si è affermata la convinzione secondo cui i Network Locali del Global Compact debbano svolgere un importante ruolo a supporto degli obiettivi fissati in occasione della COP21. I Network Locali potranno infatti contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi promuovendo nuove iniziative d’impegno al livello locale sia in forma individuale che collettiva e facendosi agenti di informazione e sensibilizzazione sui temi nella propria sfera d’influenza.

Per ulteriori informazioni sugli esiti del Convegno: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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